Vivere con l’artrite reumatoide significa misurarsi ogni giorno con una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce principalmente le articolazioni. Questa patologia è più frequente tra gli individui di sesso femminile (un rapporto donna/uomo di 3-4:1) di età compresa tra i 40 e i 60 anni. Purtroppo, l’artrite reumatoide può insorgere in qualsiasi momento della vita, anche da bambini.
- Aspettativa di vita con l’artrite reumatoide
La vita con l’artrite reumatoide non è semplice. È una partner silenziosa che può accompagnarti tutta la vita, talvolta complicandola notevolmente. C’è però una buona notizia. L’ aspettativa di vita di questa malattia è migliorata perché il tasso di mortalità si è ridotto notevolmente nell’ultimo decennio, nonostante sia sempre associata a morte prematura a causa delle complicanze che possono insorgere soprattutto a livello cardiovascolare. Il merito è delle nuove terapie e degli schemi di trattamento, che permettono una diagnosi precoce e tempestività nella cura.
L’artrite reumatoide è la più severa tra le malattie osteoarticolari, per danno strutturale delle articolazioni e delle ossa. Qual è il problema principale? L’infiammazione non è sempre localizzata e si può diffondere ai vasi sanguigni, ai muscoli, ai polmoni, ai reni, al cuore, al sistema nervoso centrale e periferico, all’apparato visivo e a quello emopoietico. Ne consegue che non si muore per artrite reumatoide ma per tutte le complicanze che potrebbero subentrare durante la malattia. E poi ne esiste una forma a rapida evoluzione, molto più aggressiva, che peggiora la qualità di vita dei pazienti.

Può dare invalidità
L’artrite reumatoide può dare invalidità perché può causare deformazione e dolore, che possono portare fino alla perdita della funzionalità articolare. Può diventare un grande ostacolo alla vita di tutti i giorni. In che modo? Spazzolarti i capelli o allacciarti la camicia potrebbero diventare due azioni difficilissime, come potrebbe complicare lo svolgimento del tuo lavoro, soprattutto se implica usare le mani (dal chirurgo al sarto), o prenderti cura della tua casa. In Italia, circa il 25% dei pazienti non riesce a godere del proprio tempo libero a causa della malattia e ha difficoltà in campo lavorativo e il 4% è completamente disabile.
L’artrite reumatoide precoce comporta un danno anatomico a sua volta precoce. Il risultato? È associata a una maggiore disabilità e a una più alta mortalità per manifestazioni extra articolari, con una riduzione della sopravvivenza dai 3 ai 10 anni. Quando puoi chiedere l’invalidità? Si diventa invalidi quando la capacità lavorativa si riduce di una percentuale superiore al 33%. In questo caso puoi chiedere il diritto all’invalidità e un aiuto pratico ed economico (che può comportare anche l’esenzione del ticket sanitario).
L’esercizio fisico
Se soffri di artrite reumatoide, l’esercizio fisico è molto importante per mantenere la mobilità delle articolazioni e il tono muscolare. Ovviamente non ti si chiede un’attività intensa, ma una ginnastica modulata su quelli che sono i tuoi i sintomi, senza superare i limiti del processo infiammatorio. Sono consigliate la ginnastica dolce, con esercizi di rinforzo o allungamento muscolare, camminare, ballare, yoga, Tai Chi e, soprattutto, ginnastica in acqua. L’assenza di gravità può regalare grandi benefici a tutte le articolazioni.
Cerca di ritagliarti all’interno della tua settimana un’agenda con appuntamenti, se non quotidiani, almeno scadenzati con una pausa di uno/due giorni. Fare poco movimento ma in modo continuativo ti farà sentire decisamente meglio rispetto a sessioni intense settimanali: certo, se non sei abituato a praticare un’attività sportiva, sarà dura trovare la motivazione. Come puoi superare il problema? Percorri un tragitto a piedi per andare al lavoro tutti i giorni, indossa un conta-passi per verificare quanto ti sei mosso e soprattutto cerca di pensare all’esercizio come a una medicina e a un modo di amarti.
Quali sono gli effetti? Oltre a mantenere la capacità di movimento, dovresti registrare una riduzione del dolore, il recupero dell’autostima e della fiducia in te stesso. Non c’è niente di più importante per la dignità personale di sentirsi autonomi. Ricordati che la ginnastica è come un farmaco, quindi non devi mai esagerare e, in generale, devi scegliere dei percorsi di allenamento personalizzati.

Yo Make również polubił
Insalata di finocchi e arance: la ricetta per un contorno rinfrescante e disintossicante
Ricetta per l’impasto dei croissant
Il vecchio trucco della nonna fa sparire la muffa dalla tua casa
Saporiti e setosi: soffici bocconcini di spinaci e formaggio cremoso per ogni occasione